lunedì 25 agosto 2008

Il difficile ed introvabile mondo del lavoro

Il grande rocker made in campania Edoardo Bennato cantava di una certa "Isola che non c'è", oggi forse sarebbe più appropriato cantare "Il lavoro che non c'e". Non è solo un tema ricorrente e scomodo ma è un vero e proprio dilemma per tutti quei trentenni che vogliono entrare di diritto nella sfera dell'economia che crea passione, motivazioni e nuovi stimoli lavorativi e per chi, allo stesso tempo, cerca di conseguenza e con tutte le proprie forze una sistemazione sia professionale che economica dopo anni di sacrifici passati sopra i libri e tra i meandri della gavetta di qualsivoglia professione. Non basta aver lavorato con una retribuzione da miseria in varie testate giornalistiche ed essere iscritto all'ordine della medesima corporazione da ben 8 anni, così come non serve a nulla in questa società fatta di sola e mera apparenza avere un bel pezzettone di carta da appendere al muro chiamato forse ingiustamente Laurea in Filosofia. Nella disperazione della disoccupazione latente tenti anche le strade più disconnesse e tortuose arrivando a presentare il tuo curriculum vitae formato europeo anche come commesso nei centi commerciali, visto il periodo di magra, ma anche lì stranamente o forse non tanto stranamente non c'è proprio niente da fare perché la tua "pensierosa" Filosofia non gli serve ad un tubo, meglio la terza media e nel caso delle "donne svendute" se sai muovere il sedere anche terza elementare può farti saltare diverse posizioni in certi ambiti lavorativi. Come detto poc'anzi meglio avere la seconda media che la tua carta straccia che ti è costata, tra tasse e libri, oltre 10.000 euro. Spesso mi chiedo, ma in quale paese sono nato poiché neanche nel posto più impervio del mondo accadono queste cose. Così mi è venuta una idea, se tu imprenditore di qualsiasi città italiana ti dovessi imbattere nel mio blog e volessi sfatare questo tabù del trentenne disoccupato ricordati che esisto anche io e fammi sapere immediatamente perché ho voglia di rimboccarmi le maniche con tanta, ma tanta buona volontà. Vedete cari amici cosa bisogna inventarsi al giorno d'oggi per trovare un misero posto di lavoro? Allora mi sono detto perché no anche la via del blog potrebbe essere un valido espediente per tentare la fortuna e questo spazio multimediale potrebbe difatto sostituire quel curriculum vitae davvero fastidiosamente inutile e troppe volte frettolosamente cestinato negli hard disk di tutto il pianeta. Ho passato la mia vita a capire, leggere, studiare darmi una certa cultura e a 28 anni mi ritrovo con un pugno di mosche in mano. Scrivo sceneggiature per Film, scrivo articoli giornalistici, conosco la teologia e la filosofia, conosco le tecniche del disegno geometrico e suono il pianoforte e la chitarra (so leggere la musica in un pentagramma), così come sono preparato nel settore del cinema, della politica e della cultura in generale e se vogliamo essere pignoli me la cavo anche nell'arte della giurisprudenza avendo una buona infarinatura di diritto amministrativo e dell'informazione, ma non c'è verso sono un disoccupato di merda che lotta contro i mulini a vento in una società per nulla stimolante e dinamica. E meno male che il nostro paese è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, (Art.1 della Costituzione Italiana) si quello virtuale

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