giovedì 17 marzo 2011

150° - Unità d'Italia a Messina. L'amministrazione a chi pensava?

Scarse e non degne di tal nome le manifestazioni organizzate nella nostra città, soprattutto perché non aderenti ai fatti, ai personaggi e agli avvenimenti che interessarono quei tanti messinesi che versarono il loro prezioso sangue e la loro preziosa vita in favore di alti ideali e in previsione di un futuro migliore. Ci sono luoghi fondamentali che ricordano quegli anni di rivalsa, quegli anni di risorgimento quegli anni di voglia di libertà e giusti diritti fino ad allora negati e mai concessi. Ma si vede che chi comanda la città non avverte forte il desiderio di far conoscere fatti ed idee alle nuove generazioni che con le coscienze intorpidite sono sicuramente rotture e fastidi in meno. Come si è riusciti a non creare un evento con colori e luci in quel luogo che da tutti viene considerato come l'inizio del risorgimento Italiano: Via I settembre 1847 ; come non ricordare la presa di Porta di Real Basso ; come non ricordare il luogo dove Garibaldi parlò ai messinesi che già da una dozzina di anni avevano cancellato il ricordo del nemico ed oppressore borbonico ; come non ricordare che qui l'ardimento dei nostri eroi aveva dimostrato quale fosse la reale forza e la valenza della città dello stretto ; come non ricordare i nomi di quegli eroi che diedero la vita in cambio di una terra migliore da offrire ai loro figli, cioè noi ; come non ricordare Piazza della Vittoria e del perché si chiama così ; come non ricordare  perché il Viale della Libertà si chiama Viale della Libertà ; come non ricordare chi era Giuseppe La Farina e perché egli fu importante a livello nazionale per la creazione della nostra nazione ; come non ricordare a questi giovani chi era il La Farina realizzando un evento apposito dove provvedere con una degna sepoltura visto che oggi è abbandonato nel cimitero monumentale tra sterpaglie e il degrado più assoluto??? Forse perché queste cose sono da sciocchi o da stolti......???

Messinesi in cuore vostro ripassatevi le parole di questa canzoncina popolare:

La cittadella 'nfamia
è china di cannuneri
'cci pizzamu li banneri
e vulemu la libirtà, la libirtà
Spara 'llu forti i l'Andria
spara la culumbrina
si campava Maria Cristina
'nni dava la libirtà
Spara 'llu forti 'i l'Andria
spunna lu sabbatari
la bannera è di tri culuri
e vulemu la libertà...



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