sabato 20 dicembre 2008

Amo la mia città come non si può capire...

Dire che io ami la mia città è un eufemismo perché i sentimenti che provo per lei non si possono spiegare con parole umane. Qualcuno diceva che quando vivi tanto in un posto, poi diventi quel posto, sei quel posto e finisce con l'entrarti nel profondo delle tue viscere ed in ogni angolo di te. Vene, sangue, spirito, anima e intelletto si permeano di ogni singolo spruzzo di atomi che vive e si evolve in questa città. Ed è profondamente per questo motivo che ancora non mi sono deciso di lasciarla per cercare fortuna altrove, perché ormai è un tutt'uno con me stesso. Se la lasciassi e come se mi amputassi un bracio, un piede od una gamba e intevitabilmente mi sentirei monco. A volte mi sembra di gridare nel deserto, di sbattere contro i muri di gomma e di sfidare a duello i mulini invisibili alti e grossi 100 metri per 100 metri. Ci penso sempre pregando Iddio e mi chiedo se cambierà mai questa mia amata città piena di contraddizioni e misteri, verità celate a metà e le sue soffocate speranze. Forse c'è un solo modo per cambiare rotta e cioè che prima iniziamo a cabiare noi stessi dal di dentro, forse solo così potremo cambiare il resto. 

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