lunedì 18 maggio 2009

Lettera di chi vuole cambiare Messina con un solo strumento: l'Amore

Ci è prevenuta l' esperienza toccantissima di una ragazza messinese che ha deciso di aiutare chi è meno fortunato di noi e di chi ha bisogno dell'aiuto dei propri fratelli. Non abbiamo esitato un attimo nel pubblicarla perché crediamo che se Messina avesse persone come PERLA DETERSA, (è uno pseudonimo perché la giovane ha deciso di non voler far sapere il suo nome in quanto questa scelta è dettata solo dall'Amore per gli altri e non da bassi interessi...), forse la nostra città sarebbe migliore e da esempio per tutte le altre realtà italiane e mondiali...

Testo della Lettera:

Messina è una cittadina che non si ama facilmente. E’ sporca, trasandata, con le strade piene di buche, che offre ai giovani pochissimo materiale per sognare e per costruire il futuro. E’ una città che sta invecchiando nella sua staticità. Sembra soffocata da una coltre pesantissima di polvere che lentamente ed inesorabilmente va offuscando il nostro meraviglioso sole…eppure tra una buca e un cassonetto è ancora possibile trovare, se solo si vuol cercare, qualche angolino di luce e se ci si avvicina si scopre che oltre lo scintillio che aveva attirato lo sguardo c’è uno scrigno pieno di gemme preziose. Sono una degli innumerevoli disoccupati che popolano questa città, il tempo non passa quando non si ha niente da fare. Sono una persona attiva e il “dolce far niente” per me è come un veleno amaro…così quando un mio amico ha scritto sulla sua pagina di face book che servivano volontari a Cristore mi son detta: “perché no?” E così dall’idea all’azione è passato un attimo ed oggi mi trovo qui a mettere nero su bianco la mia esperienza.Faccio servizio alla mensa del povero e alla distribuzione del vestiario. Ogni volta torno casa carica di entusiasmo. mi sono accostata all’altro, quello vero.Ho iniziato un viaggio e mi sono imbattuta nell’umanità più dignitosa che abbia mai visto.Ho incontrato il bisogno dei disoccupati o dei pensionati che non riescono ad arrivare a fine mese, i sogni per un futuro migliore degli extracomunitari, il caos delle malattie mai curate, la disperazione delle dipendenze…e ho trovato dentro di me tanta rabbia per l’ingiustizia della vita e tanto amore per gli altri. Ho portato me stessa senza pregiudizi, ho osservato e ho trovato tutto ciò che rende un uomo degno di essere uomo. Ho trovato il rispetto, la dignità, la gratitudine, la rabbia, la vergogna, l’umiliazione, la frustrazione, la speranza. Ho scoperto che per essere dipendenti non c’è solo il “buco”, ci sono le cose inutili, le griffes, il possesso, il consumismo…Queste e tantissime altre sono le riflessioni che ho fatto fino ad oggi e sono sicura che ogni giorno speso là dentro porterà migliaia di altri pensieri belli, brutti, tristi, teneri.L’ esperienza del volontariato è illuminate nel vero senso del termine. È un investimento sicuro, per parlare il linguaggio dell’economia, perché per quanto si spenda il guadagno è di gran lunga superiore…


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