martedì 1 giugno 2010

Oggi 1 giugno per la Chiesa Cattolica è S.Annibale Maria Di Francia

Oggi per la Chiesa Cattolica è S.Annibale.


In punto di Morte accanto alla finestra della casa di Guardia posta proprio dinnanzi al suo lettino, mentre egli si trovava seduto su una seggiola ecco...le apparve lei...la Madonna Bambina che Padre Annibale tanto amava e che con devozione pregava ogni dì. Sant'Annibale infatti aveva diverse statuette della Madonna Bambina ancora visibili nei suoi istituti. S.Annibale aveva già profetizzato il luogo dove egli sarebbe morto e così scrisse una meravigliosa poesia sul suo ultimo giorno da mortale <<... e giù pel monte, al povero ostel farò ritono,e se mi stringe l'animo l'idea dell'abbandon, io guarderò nell'etere di cento stelle adorno,e vedrò gli astri tremuli vegliar sul mio veron e nella dolce gioia dell'albe e dei tramonti, nell'eterna solitudine io viverò così:il fior dei campi, il zeffiro abitator dei monti,sapran destare il genio dei miei solinghi dì. E qui morrò. La storia dei miei romiti affanni resterà ignota agli uomini: Dio solo la saprà ...Lieve farfalla il genio Camminerà con gli anni,e in altri ciel l'eterea luce cercando andrà>>. 

I funerali furono un trionfo. E rimbalza fino a noi, tra le molte, la voce dell'arcivescovo Angelo paino: " O poveri di Messina, voi che da lui aveste un pezzo di pane, voi che da lui aveste asciugate le lacrime, potete non piangere? Tutta Messina si sente orfana in questo momento... O santo, noi che di te non sappiamoprivarci, a te raccomandiamo noi e la nostra città... Tu di là prega, noi di qui grideremo forte: Gloria, gloria, gloria... Tu risponderai: Carità, carità, carità".

I messinesi che andarono al Suo funerale ed erano tantissimi circa 60.000 dissero: "Andiamo a vedere il Santo che dorme...".


Padre Annibale sapendo che lo avrebbero elogiato con parole troppo sontuose durante il suo funerale, e come scriverà lui in modo esagerato, nel 1922 si decise a comporre in modo geniale ed ironico il suo "perfetto" elogio funebre. Così durante i Funerali Mons. Paino prende di tasca una busta, l'apre dispiega alcuni fogli e inizia a leggere l'elogio funebre scritto da Annibale:

- Ebbe compassione per i poveri, non si può negare e più volte si sforzò di soccorrerli.
- Non fu molto attivo nel lavorare: o per salute o per naturale pigrizia non vinta.
- Debolissimo negli studi teologici: a rigor di giustizia non lo si sarebbe potuto ordinar sacerdote. Di filosofia non ne capiva un'acca.
- Negatissimo per le rubriche e per la liturgia, era sempre con la testa in aria, tanto che una volta Mons. Guarino ebbe a dirgli: Canonico Di Francia, scendiamo un poco in questo mondo.
- Il suo predicare era un alto e basso. Alle volte prediche vibranti e commoventi, altre volte misere. Anzi alle sue prediche succedevano due cose: alcuni sbadigliavano, altri piangevano. In quanto al verseggiare, benino; ma non era poi uno dei geni letterari. --- Era molto soggetto al sonno e non lo vinse mai.
- Invidiava la sorte dei martiri ma era ben lontano dal farsi martirizzare, sebbene confidasse nella divina provvidenza che in caso di martirio ne avrebbe avuto la forza e il coraggio dall'alto. 
- Amò la Chiesa ed il Sommo Pontefice, si doleva dei progressi del male e si compiaceva di quelli del bene. Egli domanda perdono a Dio e a tutti per il cattivo esempio e di ogni sofferenza data a chicchesia. 
Forse S.Annibale nella sua umiltà ha elencato alcuni difetti non suoi ma di noi messinesi...o a me è parso vedere così. 


Sentite cosa diceva di Annibale il Santo di Tortona: "La spiritualità del Canonico Di Francia è così sublime che è molto difficile comprenderla ed è certamente impossibile descriverla...la sua spiritualità esula dall'ordinario, tanto che, spesso, quel che appare come un difetto, in realtà è frutto di fede e di carità squisita. Queste due virtù (fede e carità) in lui non hanno limiti, irrompono con impeto in tutte le sue azioni. Era come divorato dallo Zelo per il Regno di Dio. Io solo dopo averlo conosciuto e frequentato ripetutamente, ho potuto scandagliare l'eccellenza delle sue virtù e la sublimità della sua spiritualità. Per formarsi in qualche modo un'idea, bisognerebbe aver visto come agiva, e averlo sentito come parlava".


Vogliamo ricordare con questa poesia dolcissima e forte il nostro grande Santo Messinese.


"Io l’amo i miei bambini; ei per me sono Il più caro ideal della mia vita, Li strappai dall’oblio, dall’abbandono, Spinto nel cor da una speranza ardita.
Fiorellini d’Italia, appena nati. Era aperto l’abisso a divorarli, Non era sguardo d’occhi innamorati Che potesse un istante sol bearli. Pargoletti dispersi in sul cammino,
Senza amor, senza brio, senza sorrisi, Ahimè ! quale avvenir, quale destino 
Li avrìa, nel torchio del dolor, conquisi! Perle deterse le bambine mie,
Le raccolsi nel loto ad una ad una, Quasi conchiglie in mezzo delle vie;
Oggi avviate a civil fortuna. Mi chiaman Padre: sulle loro chiome Del Ministro di Dio 
la man si posa; Chiamano Madre, e a così dolce nome, Risponde del Signor la casta Sposa. Perché non manchi a queste mense il pane...
O’ gelato , ò sudato… - oh, ecco intanto Quest’oggi il vitto, o figli miei;
dimaneCi penserà quel Dio che vi ama tanto!
Spesso ò battuto a ferree porte invano ; Atroce è stata la sentenza mia:- Via di qua l’importuno, egli è un insano, Sconti la pena della sua follia !
O miei bambini, un dì verrà che voi Saprete il mio martirio e l’amor mio,
Che più non ama il padre i nati suoi, Che per voi scongiurai gli uomini e Dio!
(Annibale Maria Di Francia)

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