venerdì 12 agosto 2011

Osservando penso, pensando rifletto, riflettendo mi emoziono, emozionandomi piango, piangendo penso a Dio Padre.

In pochi osservano la natura che tutto riconduce a Cristo Creatore e Pantocratore di tutte le cose. Suonano le radio e quasi tutte provocano disordini mentali attraverso ritmi poco empatici dentro l'anima delle nostre vite. Così prendi un CD, un pennino digitale e decidi di ascoltare quella poca buona musica rimasta in circolazione. In uno di questi CD che hai registrato chissà perché e chissà quando spunta fuori una canzone forse passata con il contagocce alle radio si intitola Colori. Già il titolo mi fa pensare che noi siamo simili all'arcobaleno, cioè dentro il nostro Io abbiamo una gamma di colori ed una vastità spettrale che se entrassimo dentro di noi per vederci un po' meglio capiremmo quanto siamo speciali e quanto invece ci tengono sotto scacco facendoci credere che siamo tutti delle nullità da calpestare. Proprio come vuole vederci il Diavolo, avviliti nelle nostre fragili esistenze, ecco che penso che chi comprime le potenzialità umane può essere socio soltanto di Satana. La canzone allora inizia a entrarmi in circolo ed è di quelle che va ascoltata bene perché ogni singola parola ha un senso, un peso, ha un suono che richiama un pensiero, uno stato dell'essere o un moto dell'anima che a loro volta richiama altri ed ancora più profondi movimenti dei nostri sopiti ragionamenti. Siamo spenti ed allora come un piccolo accendino ecco un barlume che viene da questa canzone e che prova a riaccendere ricordi ed emozioni che ognuno di noi ha vissuto nella propria vita, perché noi siamo magia, noi siamo essenti che producono in sé la vita tramite la luce divina. Così pensi ai colori, agli odori, al mare, alle vele, alla brezza, al vento che muove le cose marine, al profumo di tua moglie e al suo essere donna, pensi davvero a quei suoi 2 occhi e a che cosa vedono o le sue orecchie sentano. Ma tutto è un vortice e senti che qualcosa di magico accanto al tuo sedile, all'interno della tua piccola grande auto, sta accadendo proprio come canta Luca nella sua Canzone, lei è lì accanto a te che dorme sul suo dolce sedile reclinato perché è stanca di una giornata calda e afosa e resa ancora più pesante dalla gravidanza ormai giunta quasi sul finire. E ascolti il tuo essere, accanto a te c'è l'espressione massima della vita, si stenti quasi a crederci, ma li ad un centimetro da te c'è la cosa che più ami al mondo, tua moglie, e tuo figlio che tra poco nascerà. La tua gioia, la compagna di tutta la tua vita è stanca e dorme, ma in quella stanchezza vedi pace, serenità e tranquillità. Capisci che lei è immersa nella sua pace interiore, perché quello che sente è davvero ciò che gli piace, ciò che ha sempre cercato come il suo bambino, il tuo bambino che è anch'egli sereno in quanto non ha nulla da temere perché sa che lì ci siete tu e lei per i suoi necessari bisogni. Così una macchina che sembra qualcosa di meccanico e di freddo, diventa come un piccolo focolare antico dove la musica e le note provenienti dallo Stereo, pervadono le molecole d'aria dando l'impressione di una sensazione che al suo interno possiede qualcosa di ancestrale. Quei 3 esseri, tua moglie, il tuo piccino in grembo e te, siete esseri fagocitati in uno spazio di tempo dove in maniera irripetibile si incrociano le vostre esistenze in qualcosa di sublime. Allora non hai dubbi che Dio esiste perché tutto è reso possibile da lui. L'amore vero esiste ancora, perché Dio esiste ancora ed esisterà per sempre che a qualcuno piaccia o no. Una lacrima scende allora sulla tua guancia, tua moglie dorme ancora ed il tuo Damiano lo vedi già un uomo che ti chiama dal bordo della strada dicendoti: - Vedi tutta questa strada che abbiamo percorso, eri tu al volante e se non fosse stato per te io non sarei mai arrivato qui dove tu mi hai portato. 

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