mercoledì 24 dicembre 2014

Messina qual è il nodo da dipanare per ripartire più forti e grandi di prima?



Viste alcune diatribe sorte in città negli ultimi tempi per questioni concernenti argomentazioni storico-sociologico-culturali vorrei fare una considerazione visto che per quanto riguarda la storia ne saprei un tantinino senza volermi vantare. Considerando il fatto che conosco il Samperi, il Bonfiglio e il Crescenti praticamente a memoria. Nella nostra città ci sono purtroppo miti che ci portiamo dietro come macigni che sono vere e proprie menzogne di carattere storico-economico legate agli eventi bellici e naturali e vorrei non solo confutare simili tesi, ma anche rimettere le cose a posto nella mente di ognuno di noi perché se è vero che il calcio è opinabile, la Storia (quella realmente accaduta) no! Molti oggi dicono che dopo il terremoto i messinesi sono scomparsi e i forestieri della provincia hanno imbastardito l'autentica autoctonia dei veri messinesi. NIENTE DI PIU' FALSO. Se leggete Messina rediviva del Longo sareste al corrente che dopo qualche anno i messinesi tornarono quasi tutti in città che intanto si ripopolava e stava tornando alla normalità e Essi ripresero a fare quello che già facevano prima. Il porto commerciale di Messina infatti nel 1912 aveva un fatturato 4 volte superiore a quello del 1907 e se andate al Cimitero Monumentale e controllate le tombe la maggior parte sono persone nate a Messina prima del terremoto e morte a Messina negli anni successivi. Gli abitanti della provincia ci sono sempre stati perché Messina aveva il privilegio di legiferare autonomamente con il proprio Senato ai vari oppressori riconosceva solo i tributi. IL SENATO MESSINESE era formato dai SIGNORI di quelli che in epoca medievale erano i FEUDI ... vi faccio un esempio sapete chi formava il senato messinese, il Signore della Scaletta, quello di Roccalumera, quello della Rametta (Rometta), quelli di Spadafora e così via i quali erano i più grandi possidenti in città e che facevano andare avanti l'economia che era di tipo mercantile, MESSINA AVEVA L'ARISTOCRAZIA MERCANTILE E NON LATIFONDISTA. Che il problema non sia questo lo si capisce leggendo i documenti perché la città tra il primo dopo guerra e la seconda guerra mondiale era una delle città più fiorenti d'Italia e qui soggiornavano e impiantavano le loro imponenti industrie famiglie NOBILI come i Grill con l'industria delle POMPE DI SOLLEVAMENTO, i Weighert, I Sanderson, gli armatori Giorgio e Gugliemo Peirce etc... quindi come vedete la favoletta che Messina sia finita con il terremoto per l'arrivo dei forestieri della provincia non regge in piedi. I primi problemi con il metodo burocratico e latifondista del SIGNOROTTO che è il proprietario terriero e non l'aristocratico che commercia lungo tutto l'occidente e il mediterraneo avvennero con la Rivolta Antispagnola del 1674 e un primo declino avvenne lì in Messina, ma la città aveva retto bene nonostante le divisioni in MERLI e Malvizzi. Cmq dopo la seconda guerra mondiale Messina nonostante fosse stata bombardata a ripetizione e di nuovo piagata dalla ferocia umana, negli 'anni 50 si risolleva e viene chiamata dal resto d'Italia e anche in europa come IL GIARDINO D'ITALIA ... una delle città a detta delle riviste e dei giornali dell'epoca, più curata e meglio organizzata. Una delle poche città al mondo che godevano dell'eclettismo insieme a Kiev e Minsk, cioè che al proprio interno avevano almeno 2 monumenti per ogni stile architettonico (classico, neoclassico, liberty etc..) un esempio sono le ville e i palazzi tutt'ora esistenti del più grande architetto italiano del Novecento: Gino Coppedè, ma anche Cesare Bazzani, Puglisi Allegra e molti altri di fama internazionale. Ma dicevamo negli anni '50 Messina è una delle città italiane più fiorenti qui si organizza la 24 ore notturna con Nuvolari, Ascari, i campionati di basket con i Globetrotters, il teatro dei 12.000 a Piazza Municipio dove per la prima volta debuttò al grande pubblico VOLARE di Domenico Modugno, la Fiera Internazionale di Messina, vera Fiera nella quale venivano da tutti i paesi dei 4 continenti ... di tutto questo e di molto altro non ci troviamo negli anni antecedenti al terremoto ... ma ci troviamo nella Messina 'anni 60 ... il Messina andava in serie A ... Messina si attestava a diventare la più grande città siciliana e del meridione ... Ripeto non stiamo parlando dell'ante litteram, ma di 50 anni fa. Quindi il problema non è da rintracciare nel villano che arriva qui dopo il terremoto perché E' UN CLAMOROSO FALSO STORICO ... Messina perde l'occasione di sfruttare le sue risorse e si blocca dopo gli anni '70, non costruisce l'aeroporto, non collega Taormina a Milazzo le sue perle e soprattutto lascia l'impianto di una città che si sta sviluppando e che aumenta di giorno in giorno come densità uguale a quello del dopo guerra dove le esigenze erano diverse. Messina non crea trafori, sottopassi, gallerie, nuovi mezzi di trasporto pubblico, nuove strade di collegamento a scorrimento veloce e Messina si FERMA INEVITABILMENTE ... e allora la colpa è da rintracciare in tutti gli amministratori scellerati che si sono succeduti qui dal finire degli 'anni 70 in poi. Sui villaggi vorrei concludere la mia dissertazione. Messina viveva dei suoi villaggi nord e sud e questi pur decentrati erano il cuore pulstante della messinesità basti pensare che i ceppi originari della vita sociale messinese erano gli abitanti dei borghi o sobborghi urbani come CAMARO, l'Annunziata, la Castanea, le Masse, Giampilieri, Larderia ... poi dagli 'anni 80 si è interrotto qualcosa e si sono abbandonati i messinesi di quei rioni collinari a sé stessi... cerchiamo le cause in questi anni e in questi precisi momenti storici ... perché si sono voluti escludere dalla vita migliaia di cittadini, interi rioni e villaggi che erano il cuore pulsante di Messina in tutti i settori, perché non si è fatto l'aeroporto e nuove strade di collegamento ??? La risposta forse è facile, si di facile lettura, ma è complessa. Hanno voluto fare sentire i messinesi divisi e non più come un UNICO CORPO IN GRADO DI FARE MALE A QUALCUNO. Un'ultima cosa sentivo dire a qualcuno che già Villafranca con i suoi 10.000 abitanti non è Messina, la maggioranza delle persone che abitano a Divieto e Bauso sono messinesi del centro città che per vari motivi si sono spostati nel comune limitrofo. Le persone che abitano qui da un cinquantennio sono anch'esse della città perché con la Pirelli e altre industrie, vedi Italcementi, maglificio, calzaturificio etc... molti dei villaggi di Spartà, Gesso (Ibsu) Santo Saba e dintorni acquistava casa a Divieto e Bauso, o al Serro o a Calvaruso per andare a lavorare in quanto Villafranca era tra i centri più ricchi di Messina. Anzi Divieto fino ai primi del '900 faceva parte del comune di Messina. 

Ho detto questo solo per fare qualche precisazione con la speranza che cessino certi discorsi provinciali che non danno ragione alla storia sociale della NOSTRA AMATA MESSINA. 

Se di Messina non si comprende quando ha inizio il suo declino non si capirà come tracciare la strada nuova per un suo glorioso e prossimo futuro!

Cerca nel blog

GRAN MIRCI

GRAN MIRCI
TUTTO SULLA STORIA DI MESSINA

Segui Granmirci.it su TWITTER

GRANMIRCI.IT (TWITTER)

Google+ Badge

Google+ Followers

Instagram

Instagram

Youtube