mercoledì 2 luglio 2008

A Messina tutti appesi ad un filo

Si, a Messina siamo proprio in uno stato di esser-ci come nessuno di noi spererebbe di non dover mai essere e cioè appesi ad un filo che all'esterno luccica e brilla di eterna speranza, ma che al suo interno è opaco, vischioso e fragile pronto a spezzarsi da un momento all'altro. Voi a questo punto mi direte facci un esempio? Amici di metafore e esempi pratici ce ne sono così tanti che è difficile elencarli. Uno di questi è il Municipio di Messina appeso ad un filo, un palazzo che ancora oggi dopo 16 giorni non sà realmente chi saranno i suoi amministratori, non conosce i loro volti ed i loro nomi e le stanze di assessori e consiglieri sono ancora deserte e prese d'assalto soltanto dalle tarme divoratrici ; un'altro di questi tanti esempi che riguardano il filo prima osservato è l'F.C. Messina che fa tanto vibrare il cuore di una tifoseria e di una città in questa calda ed afosa estate del 2008, ed anche qui niente si sà e niente si capisce: non sappiamo in che categoria un altr'anno giocheremo, non sappiamo chi sarà il nostro futuro presidente (se mai ci sarà), non sappiamo se verrà un salvatore della patria (cosa improbabile) pronto a rilevare debiti e malcostumi di antiche gestioni e così tra parole vane sputate al vento nel caldo etere di luglio ecco che questo filo sta per spezzarsi avvilito dai comportamenti degli stessi messinesi che ancora non hanno capito che il vero male nasce da loro stessi i quali non riescono a rialzarsi dalle loro grigie giornate e piangendosi adosso aspettano che qualcuno venga una volte per tutte a riparare quel famoso filo che qualche parca del destino, per prendersi beffa di noi, a lasciato in riva allo Stretto. Destino? Avete capito bene, Destino perché anche quando eravamo nel 1600 l'ottava città d'Europa per grandezza, fasto e splendore (ah se ci fosse stata la Champions League allora...) questo filo era leggermente più solido ma oscillava allo stesso modo lasciandoci in balia ora dei normanni, ora dei francesi e degli spagnoli e successivamente dei borboni il che significava che a causa di tutte queste dominazioni e numerosi abbandoni e tradimenti il Messinese ha inserito nel proprio e suo particolarissimo DNA una serie di fattori difficili da eliminare e che sarà arduo potersi scrollare di dosso, stiamo parlando: della rassegnazione, di un certo vittimismo e fatalismo, stiamo parlando cari compagni di un diffuso malessere sociale dovuto dalla mancanza di una dose di autostima che noi non abbiamo e possediamo più perché qualcuno nei secoli ci ha fatto credere che chissà per quale stano e bizzarro incantesimo di stregoneria occulta noi per 300 anni fino a quando il sole tramonterà nel suo ultimo giorno non potremo spezzare questa magia e prendere per mano le redini della sorte per poter davvero cambiare la Storia a nostro favore, riprendendoci quello che era ed è nostro. Ed invece come tutte le storie di fauni, fate, streghe malvagie, Re, destrieri, cavalieri, principi ed eroi anche le magie nere più insidiose possono essere sconfitte ora con unguenti ed antidoti miracolosi ed ora con gente di coraggio che sa ancora credere nei sogni e nei successi. In quelle favole serviva l'amore per far perdere potere agli incantesimi malvagi ed anche in questa realtà serve la stessa pozione salvifica, se ci volessimo più bene gli uni con gli altri invece di essere eterni invidiosi ; se ci alleassimo diventando un'unica forza senza più dirci le solite nostre frasi: ma che caz.. dice questo, ma è stupido, io sono meglio di lui, se avessi avuto le sue opportunità etc...etc... forse allora non ci sarebbe stregoneria che tenga e noi diventando artefici del nostro destino lo recideremmo una volte per tutte aiutati anche dal buon Dio, ma queste sono storie di altri tempi che difficilmente attecchiscono in questo strano secolo fatto di macchine, robot e fesserie. Se noi messinesi non vogliamo prendere le sorti di questa città perché pensiamo che è tutta colpa del fato restiamo allora appessi tutti al filo, ma quando questo non riuscirà a reggere più il nostro peso non dite che è tutta colpa sempre e solo degli altri perché ciò che è stato sarà successo anche per causa vostra.
E come diceva una cassandra messinese non udita di qualche secolo or sono: AIUTATI CHE DIO TI AIUTA!

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