mercoledì 26 giugno 2013

Non è la rivoluzione che libera l'uomo dal peccato e lo emancipa, ma il Si incondizionato di Maria a Dio!

Oggi il Papa bello e buono, si il nostro Papa Francesco, ci ha detto che nella Chiesa di Cristo tutti siamo importanti e che nessuno è inutile, nessuno! Ha spiegato a tutti noi nelle splendide parole della consueta udienza del mercoledì che siamo fondamentali nella costruzione del Tempio di Dio perché ciascun cristiano è pietra viva, cioè qualcosa di edificante ai fini della salvezza cristiana, questo il senso escatologico del nostro credo. Nell'antico testamento, ci ha illustrato sapientemente il Santo Padre, la Casa di Dio era il Tempio al centro di Gerusalemme dove era custodita l'arca dell'alleanza e le tavole dei comandamenti, con l'avvento di Cristo, del Messia, essa, la casa, si trasforma da qualcosa di umano, a qualcosa invece di intimamente soprannaturale e divino a tal punto che Gesù diventa Egli stesso la vera "Casa" di tutti gli uomini, tempio sacro del popolo di Dio sia che essi siano giudei o pagani e con lui anche l'uomo prende forma di tempio, il corpo degli esseri umani si plasma esso stesso a somiglianza di quello di Cristo dove finalmente può risiedere in un modo sublime e inspiegabile lo Spirito di Dio e la Santissima Trinità. Ed allora l'uomo, tramite il battesimo si riveste come di una pelle nuova, in sostanza si rinnova nel corpo di Cristo divenendo figlio legittimo di Dio, erede del Regno dei Cieli e passando da una condizione di totale schiavitù nel peccato, ad un'altra di totale ed incondizionata libertà e di dignità regale. Come si dice, spesso, tra noi cattolici quando parliamo di queste cose: "Lui si è fatto come noi per farci come Lui". Questo che significa, che Dio per liberarci dalle catene della morte ha sconfitto il male facendosi inchiodare su di una croce e non mettendosi a capo di una setta di rivoltosi pronti a dichiarare guerra aperta a Roma e a tutti coloro i quali vogliono sbarrargli la strada. No cari amici Gesù non è un rivoluzionario, come qualcuno erroneamente crede, è semplicemente Dio, e cioè il creatore di tutto: del visibile e dell'invisibile. Egli è il Cristo Pantocratore. Nostro Signore non può essere ingabbiato in schemi umani e in rappresentazioni meramente antropologiche, come noi nelle nostre dissertazioni accademiche siamo soliti fare, in quanto Egli è il Signore sovrano di tutte le cose e non un semplice uomo che fa lineari e spontanei gesti mondani alla ricerca di una libertà parziale basata su atteggiamenti soggettuali, particolaristici e di stampo prettamente individuale. No, non è così il Nazareno è venuto nel mondo per tutti e per liberarci ed emanciparci dal peccato in un modo diverso da quello degli eserciti e dei rivoluzionari, in un modo del tutto diverso da quello dei filosofi o degli anarchici, per questo Giuda non l'ha riconosciuto e così migliaia di ebrei del sinedrio perché questi pensavano che il Messia fosse un ribelle e un capo popolo, una sorta di cane sciolto che soltanto con l'uso sovversivo della forza sarebbe stato in grado di liberare gli ebrei e di restaurare il vecchio regno davidico di Gerusalemme liberandolo dai laccioli asfissianti del potere pagano, mentre "Yeshua ben Yoseph ha Nazari" era sceso tra gli uomini per liberare non la carne, ma lo spirito che a causa del peccato di Adamo ed Eva si trovava avvinghiato nel peccato e nella mortalità della carne e conseguentemente per restaurare il Regno dei Cieli, luogo dove l'uomo, ingannato dal serpente, aveva creato una frattura difficile, ma non impossibile a Dio, da sanare. Gli unici strumenti utilizzati da Cristo furono l'uso della parola e l'amore, gli unici mezzi capaci in maniera determinate e fattiva di attuare la conversione reale di quei cuori che erano stati indirizzati non verso il sentiero della Signora di Dio, ma verso quello opposto dell'inferno, quest'ultimo luogo dove non è più possibile tornare indietro. Se noi pensassimo che dobbiamo liberare i nostri fratelli con metodi puramente terreni non faremmo che incappare nello sbaglio dell'apostolo Giuda che si era unito al Signore per fini eversivi e insurrezionalisti convinto che Gesù poteva essere quel Messia degli eserciti che li avrebbe liberati dall'oppressione del potere romano il quale come un macigno negava le più elementari libertà individuali e le più elementari basi dell'educazione ebraica religiosa dei rabbini e della torah. Un po' come accade oggi quando osservando il potere delle forze nazionali e occidentali di centrodestra volte a ideologie capitalistiche, quasi totalitarie ed egoistiche ci appaiono eticamente in netto contrasto con i valori del Vangelo e dell'Antico Testamento.  Ed allora mi e vi domando se seguiremo l'esempio di Giuda che voleva liberare il popolo a tutti i costi con la convinzione che Gesù fosse stato mandato da Dio come un combattente, estremista e facinoroso dove andremo, dove tenderemo il nostro sguardo ; verso la strada della verità o verso quella del tradimento e del cappio? Saremo quindi vicini alla giustizia divina o a quella del suicidio? Ecco perché qualsiasi affascinante ed intensa Teoria della Liberazione non deve appartenere ai figli di Dio, perché Gesù con la sua crocifissione ci ha già resi liberi dalla condizione di prigionia, noi con la purificazione del sacramento del battesimo siamo già sciolti dalle corde di qualsiasi oppressore. In Gesù Cristo noi siamo già liberi ed emancipati al 100%. Più volte nelle sacre scritture si racconta di martiri che dinnanzi al fuoco o legati in catene fittissime si sentivano così liberi tramite la fede in Dio che non avevano bisogno come il pagano Prometeo di liberarsi da una condizione inferiore, in quanto in loro c'era la pienezza della presenza del Signore Dio che non gli faceva mancare nulla. Questo però come ci ricorda spesso il Papa non vuol dire essere passivi o essere cristiani da poltrone perché tanto abbiamo già ottenuto la grazia per mezzo del Redentore, no e poi no, ma significa essere compartecipativi della salvezza disegnata in maniera perfetta e senza lacune alcune da Dio nella continua ricerca del vero volto di Dio e con il forte desiderio di volerlo imitare in ogni azione quotidiana che la vita ci pone dinnanzi. Dio, in pratica, ci chiama a farci Santi e ad assomigliare a lui perché chiede a tutti noi di aderire, di intrometterci e di fare parte della sua creazione e del suo piano salvifico a tutti gli effetti senza nessuna diminuzione. Così chiede a noi esseri umani, figli suoi, di battezzarci, come è stato battezzato lui, chiede a noi la totale adesione a Dio, chiede a noi di predicare e annunciare il regno dei cieli, chiede a noi di pregare e testimoniare, chiede a noi di fare miracoli, chiede a noi di consolare i deboli e gli ultimi, chiede a noi di scacciare i demoni, chiede a noi in pratica di imitarlo secondo come lo conosciamo attraverso le azioni che lui svolge in maniera divina e retta nei vangeli durante le varie vicissitudini della sua vita ed infine come ha fatto lui ci chiede la via della croce e della Verità anche a costo del martirio, cioè della nostra vita. E questo non è bello? Io direi bellissimo, perché lui ci fa simili a lui, cioè ci fa simili a Dio stesso! Che cosa immensa, no?  Dunque non c'è bisogno di essere anarchici e rivoluzionari c'è bisogno soltanto di essere come Cristo in tutto e per tutto. Solo agendo come lui potremo edificare anche noi quel "Tempio" di salvezza che è Cristo stesso. Ci rendiamo conto che siamo compartecipi della salvezza umana, tutti si, tu, lei, lui, io, si tutti siamo chiamati a partecipare attivamente a questa salvezza e comprendendo questo, secondo voi Dio ci vede come creature subalterne o come qualcosa di realmente vibrante e determinante? E quale creatura è più determinante e di esempio ai fini escatologici se non Maria, la quale poteva dire benissimo No a Dio per via del libero arbitrio, ma Maria cos'è se non reale complicità, adesione e condivisione della liberazione divina. Avete capito bene "LIBERAZIONE", la Madonna, la Mamma Celeste, dicendo Si LIBERA tutto il creato dal Peccato Originale, non ha bisogno di una rivoluzione, di una battaglia politica per liberare le creature tutte e l'umanità intera, ha bisogno solo di un, semplice, difficile, intenso e vissuto SI a Dio Padre ; è quella la chiave che se girata verso il SI può rimettere tutto in ordine e se è lasciato sul No può scompigliarlo per sempre. Lo ripeto e la condivisione di quel Si da parte di ciascuno di noi che libera davvero l'uomo dalla schiavitù del peccato. Tutto ciò che significa? Che per cambiare il mondo ed essere anche noi compartecipi della nostra salvezza e quella degli altri fratelli c'è bisogno soltanto di un nostro SI sincero che accolga realmente Gesù, non serve altro, serve semplicemente che le pietre vive dicano tutte in coro alla testata d'angolo il loro SI per far si che la Chiesa Vivente sia ultimata. Sono queste due lettere che liberano e non i beceri ragionamenti umani e l'associazionismo fine a sé stesso. E' la condivisione di quel Si che libera da qualsiasi barriera e ci emancipa da legami di ogni sorta e ci dona quella dignità e regalità che diviene realtà tangibile in ognuno di noi. E' il Regno dei Cieli, come ci ha insegnato Gesù dalla sua bocca, è già qui sulla terra e non è da ricercare chissà dove. E' un luogo invisibile, ma è presente nel cuore di chi ha fede vera in Dio. Non si vede, ma si sente ; non si calpesta, ma si assapora. Quel Si se fosse realmente attuato dai Cristiani con il cuore in condizione di purezza, allargherebbe a dismisura i confini del Regno dei Cieli, come detto, già sulla terra e conseguentemente accrescerebbe anche la giustizia sociale e quella materiale come per magia ; tutto si amplierebbe e si arricchirebbe senza la necessità assoluta di ricercare il bene comune nei compromessi con il mondo sociale-politico-economico di svariati potentati nazionali e internazionali fondati su concezioni prettamente filosofico-umane e non divine. Tutto dunque si valorizzerebbe, si migliorerebbe, si ottimizzerebbe senza la necessità di rintracciare altri movimenti che apparentemente sono similari, perché ricercano la difesa dei diritti dei più deboli, ma diversi nella natura, scendendo ad accomodamenti ed accordi con forze che non provenendo da Cristo allontanerebbero inevitabilmente dalla strada che 2000 anni fa ci ha tracciato Gesù medesimo nel più bel libro del mondo: il Vangelo. Vedete non bisogna seguire la strada di Giuda perché è quella dell'ipocrisia, è quella della mancata comprensione di chi fosse veramente Gesù. La strada giusta bensì è quella di Pietro che illuminato dallo Spirito Santo dice : "Tu sei il Cristo" ed è quella, la via, che dobbiamo intraprendere se vogliamo vivere da veri imitatori di Gesù. Dobbiamo essere Pietro e non Giuda. Altrimenti saremo responsabili della vendita per 30 denari della Chiesa Cattolica ai poteri forti e non possiamo permettercelo se vogliamo salvarci. Gesù quindi come evidenziato è Tempio del popolo di Dio è la Chiesa stessa che non è altri che il suo Corpo Mistico e se il demonio ha tentato Cristo è ovvio che tenterà di continuo anche la Chiesa. Adesso se ci soffermiamo a pensare a quando Satana ha chiesto a Nostro Signore di trasformare la pietra in pane capiremo simultaneamente che la nostra risposta a queste tentazioni attuate dallo Spirito del mondo devono essere le stesse con cui ha risposto Gesù e cioè: "Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio". La prima cosa che deve contare per un vero cristiano è LA PAROLA DI DIO, tutto il resto viene da sé ed è una aggiunta che il Signore da in abbondanza e sazietà. Su questo spunto di riflessione ho pensato anche ad un altro concetto non meno importante ; alcuni esponenti del francescanesimo tendono ad accettare quasi istintivamente la Teoria della Liberazione, ma finiscono nello sconfinare in eresia e questo lo trovo contraddittorio per loro perché è proprio il loro fondatore che dinnanzi al Papa è così chiaro ed esplicito in quel meraviglioso passo del vangelo di Matteo - " Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita?  E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede?  Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. (Mt. 6, 25-33) - che non si può cadere in fraintendimenti vari, non si può andare in confusione e non si può terminare la propria contemplazione nello smarrimento intellettuale e spirituale di cosa sarà il domani ; e se ci allontaniamo da questo concetto di Dio, letto in Matteo, fondamentale per proseguire il cammino di santità, nella giusta direzione, finiremo per chiedere i nostri diritti con le nostre nude mani e abbracceremo tutte quelle teorie eretiche che ruotavano attorno al poverello di assisi in quel tumultuoso 1200 europeo. Teorie che strumentalizzano Gesù e che non ne riescono a cogliere la sua vera natura e la sua vera missione, sminuendolo ad un normalissimo filosofo, pensatore rivoluzionario. Spesso Nostro Signore ha detto a Pietro che pensava secondo gli uomini ed è questo il rischio che corre la Chiesa petrina di oggi, cioè quello di inseguire le filosofie dei figli del mondo piuttosto che la verità rivelata da Gesù che ci è donata a noi secondo i modi e i tempi dello Spirito Santo in completa adesione con Cristo risorto. E' semplice, se si ascolta il cuore, capire che se prima pensiamo alle cose di Dio tutto ci verrà dato in aggiunta e cioè se tutti dicessimo quel Si di cui prima, capace di accogliere Gesù nel nostro cuore, come lo ha accolto Maria nel suo seno, quel di più di cui abbiamo bisogno non tarderebbe ad arrivare e ci verrebbe dato spontaneamente da Dio senza che neanche lo cercassimo. Questo è un pensiero ricorrente, se ci pensate bene, in tutti i messaggi della Madonna di Medjugorje. Non è affannandosi che ci si liberà dagli attacchi dei potenti, ma facendo la Volontà di Dio. Si affannano i pagani, i filosofi del nulla, non i cristiani, ci insegna il Figlio dell'Altissimo, perché gli eredi sanno già che tutto gli è promesso e di conseguenza non si preoccupano. Il fratello maggiore non aveva di che ribellarsi per il vitello grasso donato al fratello, perché a lui già era stato promesso tutto il Regno del Padre, di cosa quindi aveva da recriminare. Si rifiuta di obbedire chi è invidioso e non chi ama. E' quello che vuole Dio è soltanto il nostro amore disinteressato verso di lui e tutti gli altri figli.
Ora ripenso alla mia formazione di Cristiano Cattolico e a come mi sono avvicinato in modo autentico al mio unico Signore Dio. Come tutte le cose, non é stato facile,e non lo é tutt'ora, comprendere la sconfinata grandezza di Dio, ma sono dell'avviso che tutto ci viene rivelato lentamente. Dio attende i ritmi di ciascuno di noi per farci metabolizzare la sua Parola, in quanto il logos di Dio, essendo vivificatore, opera in contemporanea all'evoluzione di noi stessi. Non é né qualcosa di cognitivo, né qualcosa di psicologico: siamo noi che, in perfetta adesione con Lui, accresciamo la nostra fede. Così il Maestro, perché Egli é l'unico che può essere veramente chiamato Maestro, si é rivelato a me facendosi conoscere nell'età della fanciullezza tramite mia nonna e mia madre. Ricordo ancora in maniera nitida quando, intorno ai 3 anni e mezzo, mia madre uscì dal cassetto del comodino un libriccino di colore arancione che all'interno aveva stampate delle belle figure della Sacra famiglia di Nazareth e non é vero, come dicono dotti, medici e sapienti, che sono nozioni inculcate e di plagio perché io ricordo perfettamente che da quei libri usciva una forza misteriosa che mi attraeva e che mi faceva percepire che solo lì risiedeva la Verità. La mia fede, quindi, era avviata. A quel punto, bisognava soltanto incanalarla nella giusta direzione. E questo era possibile solo andando a Messa, pregando, anche se ancora non capivo bene tutte le parole, cercando di seguire il prete che nella Messa dei bambini stuzzicava ed incuriosiva la nostra fame di Cristo. Rammento come se fosse ieri che all'età di 5 anni già sapevo tutte le preghiere a memoria, i passi più importanti del Vangelo ma soprattutto avevo ben chiaro che se volevo predispormi con verità a ciò che stavo imparando dovevo farmi foglio bianco così da poter permettere a Gesù di scrivere ciò che io ero chiamato a fare. Non ci si può opporre con superbia di fronte a Gesù; l'unico modo possibile per diventare suo amico é accoglierlo negando la nostra volontà in cui c'è fortemente il peccato originale e quindi la concupiscenza. Come diceva Padre Pio: il peccato ed il demonio stanno nella volontà; tutto il resto sono debolezze umane. Ecco perché non deve essere fatta la nostra ma la volontà di Dio. Così tra novene, catechismo e rosari mi avvicinavo sempre più a Dio con la paura, però, di poter perdere, essendo un essere umano, un comportamento retto così come vuole Gesù. Difatti, crescendo , aumentavano le pulsioni, la confusione, tipica degli adolescenti che, come dei fumogeni, non mi facevano più apparire così chiaro il volto di Cristo; ma ero troppo innamorato per perderlo. Sentivo che il demonio mi insidiava, mi voleva continuamente indurre in errore e non era sempre facile resistere. Vincere é stato possibile grazie all'educazione cristiana e cattolica impartitami da due grandi educatori che, attraverso le loro congregazioni, mi hanno donato la bussola in quel difficile cammino che é la vita. Prima i Salesiani, cioé Don Bosco, il quale mi ha fatto capire che non é l'odio, non é nell'attaccare l'altro che si ottiene ciò che si vuole ma é attraverso l'essere docile, mansueto ma soprattutto é nello stato di allegria (santa) e nella dolcezza, in quella tenerezza tanto decantata dal nostro Santo Padre che si convertono i cuori. In definitiva, bastavano due calci ad un pallone, un pò di studio, gli insegnamenti dei preti e l'amore verso i compagni per comprendere che già lì, in quei luoghi, era presente il regno di Dio. La Signoria del Padre celeste é qualcosa che vedi negli occhi e nel cuore dei tuoi compagni di gioco che, come te, in quel preciso istante, vivono le sconfinate praterie del cielo. Senza quei sacerdoti non mi sarebbe stato tutto così chiaro; il Vangelo non mi sarebbe stato così chiaro da accogliere ed interiorizzare. Ma anche quel percorso di vita non bastava per poter sconfiggere l'antico Nemico perché, crescendo ancora, il cammino si faceva sempre più difficile. Entrando nella società adulta, nel mondo dei grandi, tutto era più difficile poiché essi non ragionano come gli innocenti,gli ingenui, ma pensano ed agiscono con malizia come gli scaltri, come i furbi, come i serpenti e, per poter rimanere sé stessi, ci voleva un altro grande Santo che come Don Bosco tendesse nuovamente verso di me la sua mano. Chi giammai poteva aiutarmi? Praticare il Vangelo senza commettere errori, pensavo, era quasi praticamente impossibile; troppi gli inganni, le tentazioni, le insidie ma trovai a chi rivolgermi. Nel mio cammino, ad un incrocio, vidi ad un certo punto, un vecchietto sulla settantina con la barba di due giorni: era seduto sulla scalinata di un Santuario in Via Santa Cecilia ed il suo volto irradiava completamente Cristo; egli si chiamava Annibale Maria di Francia che mi insegnò: in primis che tutti siamo chiamati alla Santità, secondariamente, che bisognava offrire sé stessi agli altri perché é negli altri che c'é Cristo ed infine che bisogna pregare, pregare e pregare ancora Dio senza stancarsi mai , pregare Egli che é il Padrone della messe di mandare vocazioni sia sacerdotali che laiche. In buona sostanza, il nocciolo della questione é il seguente: é solo tramite la preghiera, é solo tramite la richiesta a Dio che la compassione divina si apre all'uomo liberandolo. Dunque, oltre al Si, di cui ho parlato ampiamente all'inizio del suddetto articolo, l'altro e solo modo per liberare l'uomo é la preghiera ("rogate"). Superato l'inizio della fase adulta e mettendo sù famiglia, se credevo che gli attacchi dal demonio fossero finiti, mi sbagliavo e questo lo diceva anche Annibale: quando un uomo si consacra ad un ordine religioso o alla sacra famiglia, gli attacchi del dragone e le tentazioni aumentano più di prima perché lui odia i sacramenti e odia l'uomo e non vuole le sue fortune sperando invece che perisca all'inferno. Mi serviva un'altra mano ancora più forte, mi serviva un essere potentissimo quasi al pari di Gesù altrimenti stavolta non ce l'avrei fatta e questa volta chi poteva davvero aiutarmi? Chi? Ero in un sonno profondo ed ebbi una visione: era Padre Pio che mi sorrideva e poi scomparì. Iniziai a pregarlo intensamente era lui ciò che cercavo, era lui che mi aveva teso la sua mano con tutto il suo braccio ed era l'unico che poteva difendermi dalle fiamme dell'inferno perché la grazia che ha ottenuto in vita per lui e per i suoi figli spirituali è davvero abbondante e straboccante. Iniziai a pregarlo incessantemente affinché intercedesse per me davanti al Padre, portandogli le mie numerose richieste d'aiuto. Solo San Pio poteva ottenerle, si solo lui e Maria. Una grazia così grande io non la meritavo essendo un grande peccatore e avevo bisogno di un intermediario importante per cose così enormi. Anche Sant'Annibale aveva il suo avvocato e cioè S.Antonio. Ognuno di noi ha un punto di riferimento nelle richieste verso il cielo. Da quel giorno ho sentito in me crescere la fede che diventava sempre più forte e consapevole, nonostante i momenti di difficoltà e le tensioni sono stato capace di mantenere sempre i nervi saldi senza cedere in atteggiamenti sbagliati e ho superato tappe fondamentali e considerevoli nella difficile battaglia contro il demonio che mi voleva sopraffare e che voleva prevalere su di me. La grazia di Dio mi investiva sempre più copiosa e tutto mi iniziava ad apparire più semplice, perché come dice Gesù nel Vangelo se diamo tutti i nostri bagagli pesanti a lui, tutto ci sembrerà così leggero e facile. Diceva infatti Nostro Signore Gesù Cristo: "Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò.  Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero". (Mt. 11, 28-30) . Anche San Pio diceva sempre ai fedeli: - quando avete qualcosa di impossibile da sciogliere o affrontare, guardate a Gesù e dite: - Pensaci Tu. - Quel pensaci tu che significa? Che noi stiamo anteponendo Dio alla nostra superbia e al nostro sentirci scaltri affidandoci completamente a lui ; con questo atto di sottomissione Dio riconosce in noi la fede nel suo nome  e ci accontenta di tutto, ma proprio tutto e se non capissimo questo saremmo stolti. Non pensiamo ai nostri affanni e alle cose di questo mondo, che hanno un inizio ed una fine, bensì pensiamo prima all'eterno, a Dio, e poi tutto sarà un di più, ci verrà regalato in dono, il superfluo, come quando un Padre regala le caramelle al proprio figlio il quale a sua volta prima di piangere per la fame ha pensato bene di baciarlo senza sosta così il Padre preso da compassione e amore verso quel figlio gli dona tutto quello possiede. Il figliol prodigo non ha chiesto i soldi che aveva sperperato è andato con pentimento e cuore convertito a chiedere perdono al padre, lo ha baciato prima di chiedergli qualcosa, lo ha amato prima di chiedergli il mangiare dei servi e il Padre cosa gli ha dato in cambio, il suo vitello più grasso senza che neanche glielo chiedesse con l'immaginazione. E allora quale liberazione ci serve se una volta amato il padre con cuore sincero lui ce la offre in automatico senza che neanche gli chiediamo quel bene? Con tutto questo, aggiungo, con la mia esperienza di fede che poc'anzi vi ho raccontato che non c'è bisogno di ricercare l'emancipazione e il riscatto di un popolo facendo compromessi con politici di altri schieramenti, orientamenti e indirizzi, con altri credi distanti e in antitesi da quello cristiano, con altri fedi simili al paganesimo e ad altre dottrine filosofiche o ancora peggio in casi estremi con l'uso della forza, al contrario c'è solo un modo per ottenere tutto quello che cerchiamo e cioè accogliendo nel proprio cuore Dio e dicendo quel Si ; basta pregare e fare sempre la Volontà di Dio giorno dopo giorno per essere realmente liberi e per ottenere quel tanto sperato riscatto che comunque si avrà completamente solo dopo il ritorno di Gesù e la risurrezione di tutti nella Gerusalemme Santa. 

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