lunedì 27 maggio 2013

Leggenda, Campione, Epico, Mitico, Eccezionale, Fantastico, Incredibile, Meraviglioso, Favoloso, Fiabesco o semplicemente Vincenzo Nibali da Messina!

Incoronato Re del Giro d'Italia, Vincenzo Nibali, lo squalo di Messina, ha davvero emozionato l'intera nazione e la sua dimenticata, ma orgogliosa città. Osservarlo pedalare su quei monti innevati, al limite della praticabilità, speriamo possa essere da stimolo per chi in questa città si ferma già in pianura perché magari buca la gomma della bici, senza neanche provare a superare la scalata o la cima innevata. Enzo Nibali da Messina deve essere di esempio ad un' intera comunità che ha da decenni smarrito le coordinate delle proprie tappe, una città che non sa più vincere e che non sa più essere orgogliosa di sé stessa e che soprattutto non sà più osare. Lo Squalo di Messina deve ricordarci proprio questo, che se ci poniamo degli obiettivi ed abbiamo un sogno, niente e nessuno potrà mai fermarci, anche l'impossibile e l'utopico possono essere trasformati in sublime realtà, se solo lo vogliamo. Ce lo ha insegnato Papa Francesco, durante le sue omelie o i suoi Regina Coeli, che non dobbiamo mai smettere di sognare in grande, anche se ci irridono tutti per quello che stiamo provando a compiere; anche se gli altri pensano che stiamo folleggiando con il nostro comportamento. Noi abbiamo il dovere di crederci come ha fatto sin da bambino Vincenzo il quale un giorno, andando a Tindari, con il suo scooter, sentì nel proprio intimo la "Madonna Nera" chiedergli la Maglia Rosa. Chissà, può anche essere che quel giorno il campione peloritano abbia raccontato il fatto a qualche amico che lo ha preso in giro, ma lui ha sempre creduto fortemente di poter mantenere la promessa alla Madre del Cielo, e così è stato. Si è allenato con sacrificio, non ha mai mollato, anche quando sembrava di non potercela fare, e mettendo mattone su mattone, pedalata su pedalata, "ruccheddu supra a ruccheddu" ha prima dimostrato che poteva stare dietro i più forti, poi ha vinto la Vuelta di Spagna, poi 2 Tirreno-Adriatico ed infine con l'esperienza accumulata e la maturità al punto giusto è andato a prendersi uno dei trofei ciclistici più importanti al mondo: Il giro d'Italia. Adesso l'ultimo tassello mancante è quel Tour de France che è assente in Italia dalle pedalate del magico Pantani, e chissà che il prodigio messinese non vada a prendersi anche quel titolo, fregiandosi così del riconoscimento del Grande Slam: Spagna, Italia e Francia; e soprattutto riscattando il compagno a cui qualcuno ha distrutto il talento. Noi ci crediamo, e siamo sicuri che per Nibali non sarà solo un pensierino visto che al giro ha fatto fuori mostri sacri del calibro di: Wiggins, Evans, Uran, Scarponi ed Hesjedal. Di solito si concludono gli articoli con una sviolinata, io invece voglio concluderlo così: Messinesi quando guardate Nibali alzare il trofeo del Giro non fatelo con superficialità, ma riflettete e anche tanto, perché Messina e il mondo hanno bisogno di voi. Quando Nibali il giorno che ha conquistato la "ROSA" l'ha gettata sul letto e gli ha scattato la foto da mettere sul suo profilo Twitter non ha detto: "ma si è stato bello, ma sarà difficile tenerla tutti questi giorni e dinnanzi a tutti questi chilometri", no, non avrà pensato questo tra sé e sé, bensì Vincenzo lo Squalo del Peloro avrà meditato come un gigante (che ha saputo osare) tra sé e sé ammirandola: "Dio me l'ha data guai a chi me la tocca, dovranno sputare sangue per togliermela e anche sputandolo non ci riusciranno dopo che l'ho guadagnata con il sudore, il lavoro di tanti anni ed il dolore di tante stagione dense di sacrifici. Non me la tolgono più io sono Enzo Nibali, il messinese Nibali, lo Squalo di Messina".
Messinesi impariamo da Vincenzo, ma impariamo tanto da questo piccolo grande e immenso campione!

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