TOGLIETE QUELLA GABBIA. Il Palazzo del Governo di Messina merita un marciapiede da capitale europea
Viva la riqualificazione urbana, viva una Messina e un'Italia migliori.
C'è un modo infallibile per capire quanto una città rispetti se stessa. Guarda come tratta i suoi palazzi più belli.
Io passo davanti al Palazzo del Governo di Messina, in Piazza Unità d'Italia, e provo rabbia e vergogna.
Stiamo parlando della Prefettura. Sede istituzionale dello Stato. Opera del 1920 di Cesare Bazzani, uno dei più grandi architetti italiani del Novecento, lo stesso che ha ridisegnato l'Italia nel novecento, il secolo scorso. Palazzo del Governo: un palazzo Liberty, eclettico, con i suoi tre balconi traforati, le colonne, le torrette. Un simbolo di rinascita, costruito proprio dove sorgeva il Gran Priorato dei Cavalieri Gerosolimitani, oggi meglio conosciuti come Cavalieri di Malta.
E davanti a questo simbolo cosa c'è? Una gabbia.
Reti arancioni da cantiere, transenne, teli sporchi che coprono il basamento. Un percorso ad ostacoli fatto di pietre sconnesse, erbacce, incuria. E la cosa più assurda: non c'è nessuna caduta di calcinacci in atto. Non c'è un crollo. C'è solo una "messa in sicurezza" che dura da mesi, anni tra poco secoli e che ha finito per diventare più brutta del problema che doveva risolvere.
Abbiamo normalizzato il brutto. È così!!!
Abbiamo accettato l'idea che un palazzo istituzionale possa stare ingabbiato per anni, nell'incuria generale, nel più totale degrado e abbandono e senza che nessuno si chieda se tutto ciò sia dignitoso. È normale che i messinesi e i turisti che arrivano dal mare debbano fotografare un capolavoro dell'architettura attraverso una rete di plastica.
Non è una questione di sicurezza. È una questione di rispetto.
Togliere quella bruttura è il primo passo. Ma non basta.
Quel palazzo non merita un rattoppo. Merita un progetto.
Merita quello che vedete nell'immagine che ho creato (vedo sotto): un marciapiede largo, in lastre di pietra chiara di grande formato, perfettamente posate. Pulito. Con un cordolo nuovo. Con una piccola aiuola curata con lavanda e verde mediterraneo, con luci basse che la sera valorizzano la pietra. Con quell'illuminazione architettonica calda che fa risaltare le modanature di Bazzani.
Merita un marciapiede degno di una capitale europea. Perché Messina è una capitale. Capitale del Mediterraneo, capitale dello Stretto, capitale di storia e di bellezza che non ha nulla da invidiare a nessuno.
La riqualificazione urbana non è fatta di grandi opere faraoniche. È fatta di questo. Di togliere una transenna. Di posare bene una pietra. Di dire: "questo palazzo è nostro, è importante, lo curiamo".
Se curiamo il marciapiede della Prefettura, lanciamo un messaggio a tutta la città: il decoro non è un lusso, è un diritto. È il primo atto d'amore verso la propria comunità.
Messina non ha bisogno di altro brutto. Ha bisogno di bellezza che sia visibile, calpestabile, quotidiana.
Togliete quella gabbia. Ridateci il Palazzo. Ridateci una Messina a quote più normali, una città regale, perché Messina è Regina.
Viva la riqualificazione urbana. Viva una Messina migliore. Viva un'Italia migliore.
Tutto giusto. Ridateci il bello. Complimenti
RispondiEliminaGrazie mille 👋
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